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Il 5 Giugno ci saranno le votazioni per il rinnovo del C.d.A. della nostra Comunanza Agraria; abbiamo due candidati alla carica di Presidente e 10 a quella di consiglieri. La votazione è stata spostata dal 15 maggio al 5 giugno per ragioni di sicurezza e per dare la possibilità ai candidati stessi di fare la campagna elettorale, come sancito dallo Statuto della Comunanza.

Dopo nove anni di lavoro, trascorsi tra gioie e colpi bassi, ho deciso di passare la mano: prima di tutto per un senso di responsabilità verso l’Ente che amo e per cui mi sono tanto speso; in secondo luogo perché penso che la gestione del Bene Comune, scopo della Comunanza Agraria, richieda dei cambiamenti, come lo richiede la terra coltivata che periodicamente deve alternare la tipologia di semina, per salvaguardare la ricchezza del terreno, per dare un frutto sano in prospettiva di un futuro più proficuo.

Sono contento che ci sia una bella rappresentanza di giovani che tentano la strada dell’impegno nella Comunanza. Ho visto i programmi dei due gruppi che si preparano alla competizione elettorale, entrambi con dei progetti tesi a rendere più partecipi sia il territorio sia le associazioni.

Mi auguro che la competizione per arrivare a gestire la Comunanza sia basata sulla proposta di progetti concreti al fine di migliorare il nostro territorio e non, come è accaduto negli ultimi tempi, su sterili scontri ideologici tra fazioni politiche che ne dilanierebbe il tessuto sociale.

Con ciò non sto dicendo che i partiti devono restarne fuori, tutt’altro, ma il confronto deve essere leale e basato solo sulla progettazione.

Il Bene Comune non si colora di verde, o di rosso o di giallo e così via; il bene comune deve colorarsi di Bianco che è l’insieme di tutti i colori, che illumina con la sua coesione i nostri territori, quelli della nostra Città e della nostra Regione.

La politica a volte diventa un serio ostacolo al Bene Comune; vi racconto in breve quanto sta succedendo a Gualdo Tadino, dove sono in atto dei tentativi di espropriare le Comunanze dei loro sacrosanti diritti degli Usi Civici.

Tra la Comunanza dell’Appennino Gualdese, il Comune di Gualdo e la Regione è in atto uno scontro sul tema dello sfruttamento delle sorgenti Rocchetta che ricadono nei territori della Comunanza.

I Beni d’uso Civico, stante TUTTI gli statuti e come confermato anche all’interno della Costituzione Italiana, sono INALIENABILI, NON USUCAPIBILI e NON TRASFERIBILI.

Per questo il Comitato dei Domini Collettivi che sotto la guida di Sandro Ciani ha raccolto l’adesione di tutte le Comunanze dell’Umbria, inclusa la Nostra, sta per inviare al Presidente del Consiglio, Prof. Mario Draghi, e al Ministro dei rapporti con le Regioni, dr.ssa Maria Stella Gelmini, una missiva in cui si reclamano i diritti dei Beni d’uso Civico e si chiede di bloccare il tentativo di esproprio di questi da parte della Regione e del Comune di Gualdo, attraverso una legge Regionale che si impadronisce dei terreni e delle ricchezze appartenenti alla Comunanza.

Oggi è l’attacco per l’acqua e domani potrebbe essere l’esproprio dei boschi e delle cave.

L’attuale Consiglio di Amministrazione ha aderito a tale vertenza e vi terrà informati sui suoi sviluppi sino alla fine del proprio mandato, ed è certo che anche il nuovo C.d.A. proseguirà questa battaglia; i candidati alla carica di Presidente già sono stati messi al corrente dei fatti su citati e hanno dato il loro consenso.

Abbiamo bisogno di coesione e non di divisione; bisogna essere i nuovi braccianti delle Comunanze e difensori dei nostri diritti di uso civico.

La prima azione è quella di informare tutti, perché uniti potremmo raggiungere prima gli obiettivi di salvaguardia dei nostri beni e dei nostri territori.

D’accordo con i miei collaboratori sto verificando se possiamo fare un incontro all’aperto per informare la popolazione su questa vicenda e, con l’occasione, presentare il bilancio preventivo che necessita della ratifica dell’assemblea generale degli utenti.

Auguro a tutti i contendenti della campagna elettorale un buon lavoro nel segno della Unità Sociale.

                                                                  Il Presidente

                                                         Dr Giacomo Committeri